È il film con cui Lang apre la trilogia dei newspaper films (L'alibi era perfetto, Mentre la città dorme), introducendo alcune novità rispetto al grande ciclo noir degli anni Quaranta: in particolare, un'immagine più «grigia» e neutra, che caratterizzerà poi i suoi polizieschi successivi. È anche il primo film che il regista diresse dopo essere stato messo per qualche tempo sulle liste nere maccartiste, e a questo motivo (colse al volo l'occasione di lavoro) è probabilmente da attribuire una minore accuratezza nella sceneggiatura. La critica lo considera uno dei suoi titoli minori ma si sta sempre più appassionando a un suo aspetto centrale: il tema della donna sul punto di smarrire la sua identità , avvolta in un'atmosfera di tradimento e incapace di ricordare. [...] Tra le scene visivamente più interessanti: l' «omicidio» iniziale di Raymond Burr, con l' attizzatoio che infrange lo specchio; l'immagine di Norah che entra nella redazione del giornale, buia e deserta, illuminata solo dall'insegna intermittente del «Chronicle». Curiosità : il titolo pare volesse riecheggiare il caso della «dalia nera», la prostituta clamorosamente assassinata nel 1947, poi al centro del romanzo di James Ellroy The Black Dahlia (1987).
GANGSTER IN CENTO FILM di RENATO VENTURELLI
GANGSTER IN CENTO FILM di RENATO VENTURELLI
Titolo Originale: THE BLUE GARDENIARegia: Fritz Lang
Interpreti: Anne Baxter, Raymond Burr, Richard Conte, Ann Sothern
Durata: h 1.30
Nazionalità : USA 1953 Soggetto: Vera Caspary (racconto)
Sceneggiatura: Charles Hoffman
Fotografia: Nicholas Musuraca
Montaggio: Edward Mann
