Straordinaria la caratterizzazione dei personaggi, tutti dotati di lati oscuri o moralmente ambigui: dal pianista Maurice, timido ma vendicativo, alla cantante Jenny, esuberante e disinibita; dall'ispettore Antoine (Louis Jouvet), caparbio e con un figlioletto di colore a carico "portato dalle colonie, insieme alla malaria", alla fotografa Dora (Simone Renant), amica dei coniugi e segretamente lesbica. Ma lo stesso vale per gli scenari e gli ambienti dove si muovono i protagonisti: il mondo dell'editoria musicale e quello del teatro d'avanspettacolo, la società rispettabile e quella più malfamata, l'ambiente sordido delle fotografie erotiche e quello severo e burocratico della procura vengono ritratti senza sconti, con tutta la loro misoginia, il grigiore, le contraddizioni e le ipocrisie. Eppure gli stessi mondi sono anche pieni di uomini e donne sensibili e profondi, che si amano, si odiano, si tradiscono e si proteggono a vicenda, intrappolati in ruoli sociali (il marito e la moglie, l'amante e l'amica, il padre e il figlio, il poliziotto e l'indagato) che spesso stanno loro un po' stretti. Se "Il corvo" e "I diabolici" avevano forse maggior suspense, "Legittima difesa" è sicuramente il film di Clouzot dove la sua descrizione dell'umanità raggiunge i livelli più alti.Scritto da Christian - Articolo pubblicato su http://tomobiki.blogspot.it
Titolo Originale: QUAI DES ORFÈVRES Regia: Henri-Georges Clouzot Interpreti: Louis Jouvet, Bernard Blier, Suzy Delair Durata: h 1.45 Nazionalità : Francia 1947
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