Thelma Jordon, d'accordo con il proprio amante, Tony Laredo, decide di andare a vivere con una vecchia zia, malaticcia e molto ricca, col proposito di circuirla e derubarla. Con lo scopo di precostituirsi un alibi, va poi a presentare una denuncia contro ignoti a Cleve Marchall, giovane sostituto procuratore. Tra Thelma e Cleve, che vive in disaccordo con la moglie, nasce ben presto un rapporto di amicizia che si trasforma in amore. Una notte Thelma, sorpresa dalla zia a frugare nella cassaforte, la uccide poi va da Cleve e gli racconta una storia fantastica. Cleve, nonostante non riesca a credere all'inverosimile racconto, riesce a salvare Thelma che viene assolta. Tony Laredo, a questo punto la ricatta e la costringe a fuggire con lui ma Thelma, che ormai ama Cleve, fa in modo di...
Critica [...] Il film ha molti momenti interessanti, a cominciare dalla lunga notte dell'assassinio della zia, in cui il giovane procuratore guida la Stanwyck in una ri-messinscena del delitto, costringendola a rimettere sugli oggetti le proprie impronte digitali che aveva cancellato e a lasciare sulla scena del crimine numerosi segni della propria presenza, affinché tutto appaia naturale per poter risultare ingannevole. Un po' meno, invece, convincono i due momenti di regia più celebrati del film: prima, il crescendo di su spense per cui il procuratore deve scappare in tutta fretta dalla casa dell'omicidio; poi, la sequenza in cui la Stanwyck si avvia trionfalmente verso l'aula del tribunale il giorno della sentenza, tra ampi e ariosi movimenti di gru. In entrambi i casi, infatti, Siodmak esibisce una regia un po' effettistica, anche se a suo modo funzionale al racconto. Ben diverso, invece, l'impatto della sequenza in auto, quando la Stanwyck risponde all'amante criminale con poche battute distaccate e poi lo aggredisce all'improvviso, conficcando l'accendino nell' occhio dell'uomo alla guida. E in questi momenti che esplode la sensualità della Stanwyck all'interno della sua immagine da dark lady: in lei non ci sono solo freddezza e calcolo, ma anche passionalità e irrazionalità , talvolta una selvaggia pulsione di morte. [...]
da L'età del noir di Renato Venturelli - Piccola Biblioteca Enaudi
Titolo Originale: THE FILE ON THELMA JORDON Regia: Robert Siodmak Interpreti: Barbara Stanwyck, Wendell Corey, Paul Kelly, Dot Farley Durata: h 1.40 Nazionalità : USA 1949
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Critica [...] Il film ha molti momenti interessanti, a cominciare dalla lunga notte dell'assassinio della zia, in cui il giovane procuratore guida la Stanwyck in una ri-messinscena del delitto, costringendola a rimettere sugli oggetti le proprie impronte digitali che aveva cancellato e a lasciare sulla scena del crimine numerosi segni della propria presenza, affinché tutto appaia naturale per poter risultare ingannevole. Un po' meno, invece, convincono i due momenti di regia più celebrati del film: prima, il crescendo di su spense per cui il procuratore deve scappare in tutta fretta dalla casa dell'omicidio; poi, la sequenza in cui la Stanwyck si avvia trionfalmente verso l'aula del tribunale il giorno della sentenza, tra ampi e ariosi movimenti di gru. In entrambi i casi, infatti, Siodmak esibisce una regia un po' effettistica, anche se a suo modo funzionale al racconto. Ben diverso, invece, l'impatto della sequenza in auto, quando la Stanwyck risponde all'amante criminale con poche battute distaccate e poi lo aggredisce all'improvviso, conficcando l'accendino nell' occhio dell'uomo alla guida. E in questi momenti che esplode la sensualità della Stanwyck all'interno della sua immagine da dark lady: in lei non ci sono solo freddezza e calcolo, ma anche passionalità e irrazionalità , talvolta una selvaggia pulsione di morte. [...]
da L'età del noir di Renato Venturelli - Piccola Biblioteca Enaudi
Titolo Originale: THE FILE ON THELMA JORDON Regia: Robert Siodmak Interpreti: Barbara Stanwyck, Wendell Corey, Paul Kelly, Dot Farley Durata: h 1.40 Nazionalità : USA 1949
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