È talmente «al di sopra di ogni sospetto», il capo della squadra omicidi di Roma che ha ucciso l’amante infedele Augusta Terzi, da potersi permettere di moltiplicare gli indizi a proprio carico, anzichè cercare di cancellarli. Trascinato dal piacere della sfida, questo psicopatico personaggio spinge il gioco fin troppo avanti: tanto che lo studente contestatore sul quale farà deviare le accuse potrebbe smascherarlo, ma non vorrà , gli fa comodo credere che tutti quelli che dirigono la repressione politica siano dei criminali. Alla fine il "dottore" confessa l’omicidio con una lettera, ne descrive il movente, ma i superiori preoccupati per uno scandalo che minerebbe la credibilità del potere, costringono il folle omicida a «confessare la propria innocenza».
[...] Invenzione alla Borges (con rimandi a Kafka) per il 1° film italiano sulla polizia con una prova di alto istrionismo del 36enne Volonté. Opera sessantottina in chiave grottesca che si presta a una lettura su 3 piani: 1) denuncia della violenza e del prepotere poliziesco; 2) analisi del patologico protagonista e del suo rapporto con Augusta a colpi di flashback, che si esaspera quando lei si sottrae al ruolo passivo nel loro gioco sadomasochistico; 3) analisi della classe media, soprattutto centro-meridionale, su cui si basa la burocrazia statale, incarnata nel "dottore" che, non a caso, all'inizio passa al comando della Squadra Politica, a suggerire la spinta verso uno Stato autoritario (fascista?) voluta dal Potere. Scritto da Petri con Ugo Pirro, si avvale di una suggestiva costruzione narrativa all'americana, affidata a contributi tecnici di prim'ordine: fotografia (Luigi Kuveiller), montaggio stretto (Ruggero Mastroianni), musica funzionale (Ennio Morricone). Ottima la Bolkan. Nella parte finale s'ingolfa per la smania programmatica di spiegare troppo e stimolare la contraddittoria partecipazione emotiva dell'antipatia/simpatia per il protagonista. Premiato a Cannes, Oscar 1970 per il film straniero. 3 Nastri d'argento 1971 (regia, soggetto originale, Volonté). il Morandini
Titolo Originale: INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO Regia: Elio Petri Interpreti: Gian Maria Volontè, Florinda Bolkan, Gianni Santuccio, Orazio Orlando, Sergio Tramonti, Arturo Dominici, Aldo Rendine Durata: h 1.52 Nazionalità : Italia 1970
[...] Invenzione alla Borges (con rimandi a Kafka) per il 1° film italiano sulla polizia con una prova di alto istrionismo del 36enne Volonté. Opera sessantottina in chiave grottesca che si presta a una lettura su 3 piani: 1) denuncia della violenza e del prepotere poliziesco; 2) analisi del patologico protagonista e del suo rapporto con Augusta a colpi di flashback, che si esaspera quando lei si sottrae al ruolo passivo nel loro gioco sadomasochistico; 3) analisi della classe media, soprattutto centro-meridionale, su cui si basa la burocrazia statale, incarnata nel "dottore" che, non a caso, all'inizio passa al comando della Squadra Politica, a suggerire la spinta verso uno Stato autoritario (fascista?) voluta dal Potere. Scritto da Petri con Ugo Pirro, si avvale di una suggestiva costruzione narrativa all'americana, affidata a contributi tecnici di prim'ordine: fotografia (Luigi Kuveiller), montaggio stretto (Ruggero Mastroianni), musica funzionale (Ennio Morricone). Ottima la Bolkan. Nella parte finale s'ingolfa per la smania programmatica di spiegare troppo e stimolare la contraddittoria partecipazione emotiva dell'antipatia/simpatia per il protagonista. Premiato a Cannes, Oscar 1970 per il film straniero. 3 Nastri d'argento 1971 (regia, soggetto originale, Volonté). il Morandini
Titolo Originale: INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO Regia: Elio Petri Interpreti: Gian Maria Volontè, Florinda Bolkan, Gianni Santuccio, Orazio Orlando, Sergio Tramonti, Arturo Dominici, Aldo Rendine Durata: h 1.52 Nazionalità : Italia 1970

